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Studiare all’estero? Una lezione di pragmatismo per affrontare gli esami della vita


Le borse di studio a favore della mobilità internazionale:
Spagna e Belgio meglio dell’Italia


Milano, Aprile 2008 - Chi sceglie di studiare per un periodo più o meno lungo all’estero fa sempre la scelta giusta, al di là di quelli che sono i suoi studi e le scelte professionali. Si va a studiare all’estero perché si ha voglia di mettersi in gioco, incontrare nuove culture, dare un nuovo brio agli studi, imparare una nuova lingua e soprattutto, per uscire dal solito tracciato.

Che questa esperienza possa tornare utile per trovare lavoro, tanto meglio. Infatti, durante la Borsa Internazionale del Placement (BIP) tenutasi a Cernobbio, si è delineato l’identikit dei candidati modello. Molti responsabili del personale oggi selezionano i laureati in base alle attività extra studio e all’età del conseguimento della laurea: "Il voto di laurea".. dice qualcuno, .."non lo guardo nemmeno."

E allora vogliamo fare un’esperienza all’estero? In questo caso bisogna agire subito con spirito proattivo: cercare tutte le opportunità disponibili sul mercato, dalle borse di studio Erasmus ai corsi finanziati dalla Comunità Europea, alle borse offerte da (o tramite) enti privati.

Le istruzioni per l’uso. Cominciamo dal Lifelong Learning Programme ed Erasmus Student Placement, una nuova forma di mobilità studentesca che consente agli studenti universitari di vincere borse di studio per svolgere tirocini presso imprese e centri di formazione e di ricerca. Ha sostituito, integrandoli in un unico programma, i precedenti Socrates e Leonardo, attivi dal 1995 al 2006.

Altri programmi Europei per studiare all’estero sono elencati alla pagina ec.europa.eu/education/

Chi vuole orientarsi, magari chiedendo un consiglio a chi ha già fatto un’esperienza Erasmus, può fare riferimento all’Erasmus Student Network, www.esn.it

Altra fonte di informazioni sulle borse di studio per studiare all’estero è il sito della Farnesina. Qui troviamo raccolte le borse e l’elenco dei paesi offerenti. Con buona volontà probabilmente si riuscirà ad ottenere la tanto agognata borsa.

Anche le regioni e le province possono erogare borse di studio per l’Europa. Sta al singolo tenere gli occhi aperti ed informarsi. Utile cercare periodicamente su Google.it la chiave di ricerca “Borse di studio regionali” + “studiare all’estero”. Un esempio di regione che favorisce gli scambi culturali è la Toscana mentre un altro esempio è l’azienda regionale per il diritto allo studio universitario (dsu) di Siena che mette in palio una borsa di mobilità di 1900€ come contributo alla mobilità in uscita. Molti altri enti pubblici si muovono su queste linee in Italia.

Una bella raccolta di informazioni su siti ed enti che promuovono la mobilità internazionale è stata fatta da studenti.it che ha raccolto ben oltre 15 articoli.

Normalmente i contributi per la mobilità internazionale sono per i soggiorni all’estero più lunghi e non è detto che coincidano con la pausa estiva. Ma ci sono novità anche in questo campo.

Al solito, le idee più brillanti sembrano nascere all'estero. In Spagna già da un anno il Ministero dell’Educazione e della Scienza ha messo a disposizione 85 Milioni di Euro come incentivo alla mobilità internazionale estiva: si tratta di una cifra considerevole ma soprattutto ben distribuita. Così tantissimi studenti spagnoli possono avere accesso ad una borsa di studio di 1650€, quanto basta per 3 settimane di corso di inglese all’estero. L’esperimento delle ormai popolarissime BECAS MEC è andato bene e nell’estate 2008 l’incentivo alla mobilità estiva verrà ripetuto.

In Belgio ci sono invece incentivi come l'evocativo programma di borse di studio Plan Marshall. Qui si tratta di sovvenzionare più ambiziosi soggiorni di lungo periodo per l'apprendimento multi-lingue, con cifre dai 10.000€ ai 15.000€.

Quel che accomuna Spagna e Belgio è che in entrambi i casi il settore pubblico sovvenziona le borse di studio, per programmi però offerti da organizzazioni private. La qualità assicurata agli studenti non ne risente, data la selezione rigorosa dei programmi che partecipano alle sovvenzioni. Allo stesso tempo si offre un'alternativa al di fuori del circuito ristretto delle borse universitarie, come nel caso Erasmus. Ci si augura che un simile approccio sia adottato in misura crescente anche in Italia, per consentire a una parte sempre più ampia dei nostri studenti di allargare i propri orizzonti di apprendimento.

Che si ottenga o meno un finanziamento, il consiglio per i ragazzi italiani è di investire nella propria crescita all’estero. Sfruttare le pause estive e i tempi morti dopo la laurea, senza porsi limiti di distanze, di un amore che potrebbe finire o altro: queste esperienze vanno fatte assolutamente prima dei 24-25 anni, gli amori giovanili passano e ripassano, i tempi per fare certe esperienze no.